PRESENTAZIONE


di Gaetano Grillo

Ugarit è un’antico insediamento attualmente chiamato Ras Shamra, vicino alla città di Latakia, in Siria, sulle rive del Mediterraneo. Fu la capitale del regno di Ugarit e costituiva lo sbocco a mare di un’antica via proveniente dalla Mesopotamia. In quella località nel 1958 furono rinvenuti archivi composti da tavolette d’argilla incise e scritte in cuneiforme, sumerico, accadico, urrita, ugaritico, e datati intorno al 1200 a.C. (attualmente conservati nell’Institute for Antiquity and Christianity a Claremont (California). Si tratta delle prime scritture dell’umanità, dall’ugaritico sono successivamente derivati gli alfabeti moderni (greci, latini, etruschi, ebrei, arabi).

Per comunicare visivamente l’uomo ha sempre adoperato un linguaggio composto da immagini, segni, simboli, codici, alfabeti, icone, sia nell’antichità così come nell’attualità, basti pensare all’uso delle icone nei nostri computer, iphone, ipad ecc.

Tutto il mio lavoro artistico si fonda sin dall’inizio del mio percorso, sull’identità e sulla sua contaminazione con elementi culturali e visivi, prelevati da qualsiasi tempo e da qualsiasi fonte. Ho sempre inteso il Mediterraneo come metafora della contaminazione e stratificazione culturale, in passato, infatti, proprio attraverso la navigazione del mare si sono incontrate, scontrate e fuse le diverse culture mentre oggi è internet ad essere il veicolo della contaminazione globale di tutte le culture attraverso la navigazione non del mare ma della rete.

La dimensione affascinante del nostro presente risiede proprio nello sconfinamento come condizione di mobilità continua di tutto ciò che nel tempo ha avuto fissità e dimora. La dimora del contemporaneo sta paradossalmente nella volatilità del mutamento e della contaminazione delle identità; condizione che sta forgiando, giorno dopo giorno, una cultura globale e conseguentemente un linguaggio e un alfabeto globale in cui si possono trovare infiniti frammenti di tutte le identità originarie come ineluttabilmente parti di un insieme.

Se tutto si atomizza e si riversa in una sorta di mare magnum cosa ne sarà dell’identità? Riuscirà l’uomo a vivere questa specie di orgia semantica?

Per oltre vent’anni ho archiviato lettere, segni, simboli, icone, loghi, provenienti da ogni tempo e da ogni località del pianeta; ho raccolto più di millequattrocento frammenti che ho ordinato secondo le lettere dell’alfabeto internazionale.  Ho composto così un nuovo alfabeto che scherzosamente chiamo il grillico, un alfabeto che contiene nella sua pancia e nelle sue radici tutti gli alfabeti del mondo.

Con questo alfabeto dipingo ormai da diversi anni i miei testi (ancora indecriptabili), prelevando di volta in volta uno dei tanti modi per scrivere una lettera accostandola ad un’altra, fondendola e componendola secondo delle esigenze formali del momento, per scrivere una frase che ha un senso compiuto.

Per molti anni ho pensato che non fosse necessario pubblicare questo alfabeto per non viziare la lettura dell’opera secondo modalità letterarie lasciando che l’evocazione fosse contenuta nella sola dimensione del significato metaforico.

Nel 2010 però ho iniziato a rimodellare le tavolette d’argilla di Ugarit con la stessa modalità primitiva (argilla, acqua, aria, mani e fuoco) per fissare materialmente il mio grillico quasi come fecero nel 1.200 a.C.  Per cinque anni ho lavorato riproducendo tutte le mie lettere, le ho cotte e archiviate in casse di legno, ora che l’ALFABETO GLOBALE esiste è necessario pubblicarlo per consentire a chi lo voglia di decodificare i testi che dipingo.

Questa mia scrittura deve avere una sua fisicità e per questo motivo la dipingo simulando effetti volumetrici, fondo simboli figurati con lettere, superfici piane con altre tridimensionali, rilievo e incavo, segno inciso e solarità dei colori. Sono un pittore, scultore, scrittore.

Il mio essere artista non può prescindere dal mio essere mediterraneo nella parte più recondita della mia identità e come tale anche dalla dimensione più sensibile e tattile della mia manualità alla quale non ho mai voluto rinunciare.